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L’alcol è un problema? È questione di punti di vista

03 maggio 2012, 10:00

Il 10 maggio 2012 ricorre la giornata nazionale sui problemi legati all’alcol. Ponendo la domanda «Che problema c’è?», le istituzioni attive nel settore intendono lanciare un dibattito pubblico sull’argomento. Dando voce ai diretti interessati, a chi vive accanto a loro, agli esperti e ad altre cerchie della popolazione, risulta evidente che i problemi causati dall’alcol vengono percepiti in molti modi diversi. Troppo spesso si tende a ignorare il problema. La giornata nazionale vuole quindi rompere il muro del silenzio.

«Che problema c’è?» ci si chiede quest’anno in occasione della giornata nazionale sui problemi legati all’alcol. Il 10 maggio 2012 gli esperti parleranno delle loro esperienze e mostreranno quali sono le offerte d’aiuto disponibili. Nel contempo, la giornata nazionale vuole invitare tutti a riflettere sul proprio consumo alcolico.

«Invece di rispettare i limiti, li supero»

Ognuno interpreta i problemi di alcol a modo suo. La giornata nazionale permette a tutti di esprimere il proprio punto di vista: Tim (il nome è stato modificato) vive molto intensamente la sua vita e persegue con passione i suoi interessi. In passato giocava a pallamano ai massimi livelli, finché un infortunio l’ha costretto a ritirarsi. La mancanza degli allenamenti serali ha lasciato un vuoto, che Tim ha gradualmente colmato bevendo sempre di più. «Che problema c’è?» - si è detto per molto tempo. L’alcol è diventato così il suo compagno quotidiano, l’aiutava a staccare, a calmarsi. Tim, che lavora come indipendente, beveva per lo più da solo, di nascosto, e da metà pomeriggio in poi non riusciva più a combinare niente: si chiudeva in se stesso, dormiva. Poi, ad un certo punto, si è reso conto che le sue prestazioni calavano, che non era mai completamente presente, che non trovava pace. Nel frattempo, Tim, che ormai ha 57 anni, ha riflettuto parecchio sul suo consumo alcolico e si è dato da fare per riprendere il controllo della sua vita. Quando rilegge i suoi diari di quegli anni bui, si spaventa. Anche se trovare il giusto equilibrio gli riesce tuttora difficile, oggi un gruppo di autoaiuto e un farmaco lo aiutano a vivere senza l’alcol.

«Per me l’alcol è un piacere»

…dice Anita (i nomi sono stati modificati), 25 anni, impiegata di commercio. «I giovani bevono troppo» - afferma Barbara, 24 anni, traduttrice. «L’alcol è un problema» - riconosce Charlotte, 17 anni, studentessa. Tuttavia, non per tutti lo è. «L’alcol costa troppo poco» - dichiara August, 49 anni, venditore. «Se si beve per sfuggire ai problemi, la situazione può precipitare» - pensa Debora, 27 anni, verniciatrice industriale. «La cosa si fa problematica se il consumo alcolico diventa un’abitudine» - ribatte Eveline, 22 anni, studentessa. «Trovo veramente tragico che le persone non conoscano i propri limiti» - conclude Francesca, 19 anni, anche lei studentessa.

„La maggioranza dei giovani non ha problemi di alcol“

…sottolinea Anna Mele, responsabile dell’animazione giovanile in un quartiere di Bienne. In base alla sua esperienza, i giovani di 15-16 anni attraversano delle fasi in cui sperimentano con l’alcol per trovare i loro limiti. Per molti ciò rientra tra le esperienze che si fanno nell’adolescenza. Una minoranza di giovani presenta invece un consumo problematico, che spesso va di pari passo con le difficoltà a scuola, sul posto di tirocinio o a livello relazionale. Nel centro giovanile non si possono bere alcolici. Chi viola le regole deve vedersela con Anna Mele.

La giusta misura

«Chi beve troppo su base quotidiana, eccede ripetutamente in certe circostanze o ricorre all’alcol quando invece dovrebbe avere la mente lucida, corre maggiori rischi di subire un incidente, di ammalarsi o di sviluppare una dipendenza dall’alcol» - spiega Silvia Steiner, esperta di prevenzione a Dipendenze Svizzera. Il confine tra un consumo a basso rischio e uno problematico non è lo stesso per tutti. Come regola di base si può dire che per un uomo adulto in buona salute un consumo a basso rischio significa non bere più di due bicchieri al giorno, mentre per le donne la dose da non superare è un bicchiere.

Cambiare è possibile

Direttamente o indirettamente, i problemi di alcol ci riguardano tutti. Secondo le stime, in Svizzera sono più di un milione le persone che presentano un consumo problematico e gli alcolisti sono 250‘000. Circa un milione di persone conoscono qualcuno che è alcoldipendente e decine di migliaia di bambini crescono con un genitore che beve. Non va inoltre dimenticato che sono almeno 60 le patologie la cui insorgenza può essere collegata al consumo di alcolici.
Chi ha perso il controllo del suo consumo alcolico non dovrebbe esitare a cercare aiuto da parte di un professionista. Cambiare è possibile: i centri di consulenza in materia di dipendenze offrono, anonimamente e per lo più gratuitamente, il loro sostegno ai diretti interessati e a chi vive accanto a loro. Spesso i medici di famiglia sono i primi interlocutori. I gruppi di autoaiuto permettono alle persone di scambiarsi esperienze in quasi tutte le regioni del paese.

La giornata nazionale sui problemi legati all’alcol

La giornata nazionale sui problemi legati all’alcol del 10 maggio 2012 vuole sensibilizzare la popolazione alle difficoltà con cui devono convivere le persone che hanno problemi di alcol e chi vive accanto a loro. La giornata nazionale affronta i problemi che la nostra società preferisce ignorare. Il dibattito pubblico suscitato dalla giornata dovrebbe rompere il muro del silenzio, affinché i diretti interessati trovino il coraggio di ricorrere alle offerte d’aiuto disponibili. Il 10 maggio le istituzioni attive nei settori della prevenzione, della consulenza e della terapia nell’ambito dei problemi di alcol si presenteranno al pubblico.
 
La giornata nazionale, che quest’anno si svolge all’insegna del motto «Che problema c’è?», è organizzata congiuntamente da Fachverband Sucht, dal GREA (Groupement romand d’études des addictions), da INGRADO (servizi per le dipendenze), dalla Croce Blu, dagli Alcolisti Anonimi (AA), dalla Società svizzera di medicina delle dipendenze (SSAM) e da Dipendenze Svizzera. La giornata, che è sostenuta finanziariamente dal Programma nazionale Alcol, d’ora in poi si terrà nel mese di maggio ad anni alternati con la settimana di dialogo sul tema dell’alcol, organizzata dell’Ufficio federale della sanità pubblica.

Sito internet ufficiale

Lista delle attività regionali – 2012

Organizzatori

Per maggiori informazioni:
Simon Frey
addetto stampa
Dipendenze Svizzera
tel.: 021 321 29 63
sfrey@ich-will-keinen-spamsuchtschweiz.ch

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Rapporti di monitoraggio di Dependenze Svizzera (in francese): tendenze nel consumo e politiche in fatto di dipendenze in Svizzera e in Europa

 
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